Isolare un edificio per limitare i trasferimenti di calore gestendo gli scambi termici
Da sempre, l’uomo ha cercato di proteggersi dai rischi del clima, cercando di ridurre l'influenza
del vento, di mettersi al riparo dalla pioggia e di conservare il calore.
Aspetti fisico-termici dell'isolamento termico
Dispersioni termiche
Le dispersioni termiche esprimono la facilità di un edificio di lasciare passare il calore attraverso
le sue pareti dall’interno verso l’esterno (in inverno) o viceversa (in estate). Quanto più i materiali
che costituiscono le pareti limitano il flusso di calore che attraversa la parete, tanto più esse sono
considerate come isolanti.
Secondo lo spessore e la differenza di temperatura tra l’ambiente interno
e quello esterno, la perdita di calore è quantitativamente maggiore o minore. E’ dunque necessario
isolare al fine di limitare le dispersioni.
Il flusso di calore è caratterizzato da un’unità Watt/m2 di parete: W/m2.
Scegliere un buon isolante
La principale caratteristica intrinseca di
un materiale isolante è la sua conduttività
termica. La sua attitudine a lasciarsi attraversare,
in misura minore o maggiore, dal
flusso di calore è determinata dal coefficiente
di conduttività termica, chiamato
“lambda” (λ) ed espresso in W/(mK).
Quanto più il lambda è piccolo, tanto più il
materiale è isolante.
Questa misura è normalizzata ed il lambda è
convenzionalmente dichiarato per una
temperatura media di 10 °C.
A titolo di esempio, forniamo i seguenti ordini
di grandezza dei valori di conduttività:
Rame: 380 W/(mK)
Acciaio: 50 W/(mK)
Calcestruzzo ad alta densità: 2,00 W/(mK)
Vetro: 1,00 W/(mK)
Pannello di gesso: 0,25 W/(mK)
Legno: 0,18 W/(mK)
Acqua: 0,60 W/(mK)
Lane minerali: da 0,030 a 0,040 W/(mK)
Aria immobile: 0,025 W/(mK)
Le famiglie di materiali o di prodotti considerati
isolanti sono caratterizzati da una
conduttività inferiore a 0,065 W/(mK).
I gas sono gli elementi che hanno le conduttività
termiche più deboli. Su questa base, i
materiali fibrosi come la isolante minerale, imprigionando
l’aria, riescono a raggiungere delle
prestazioni di carattere termico che si avvicinano
a quelle dell’aria immobile.
Influenza dello spessore
In presenza di un valore λ uguale, più l’isolante
è spesso, tanto maggiore è la sua
capacità di opporsi al flusso di calore. Si tratta
della caratteristica di resistenza termica chiamata
“R”. E’ il rapporto tra lo spessore dell’isolante
ed il suo lambda, espresso in m2K/W.
Quanto più il valore R è elevato, tanto più il
prodotto si oppone al passaggio del calore.
Prestazione termica di una parete
Il flusso di calore che attraversa la parete
dipende dalla differenza di temperatura tra
l’interno e l’esterno della parete medesima.
La prestazione di una parete si calcola
sommando le resistenze termiche dei
materiali che la compongono e le resistenza
superficiali dei rivestimenti interni ed esterni
a contatto con l’aria.
Alle resistenze dei materiali, si devono
aggiungere le resistenze “superficiali”.
Esse sono dovute agli scambi per convezione
ed irraggiamento sulla superficie delle
pareti in contatto con gli ambienti interni
ed esterni.
La prestazione termica della parete a
isolamento concentrato è essenzialmente
dovuta all’isolante.
Il valore di trasmittanza di una parete,
chiamata “U”, rappresenta il valore inverso
della resistenza totale e viene espresso in
W/(m2K).
Saint-Gobain Isover mette sul mercato prodotti
e soluzioni caratterizzati da prestazioni
riconosciute ed affidabili, in grado di ridurre
in modo definitivo ed efficace le dispersioni
termiche dell’edificio.