Perché le lane minerali sono il riferimento per i tetti BROOF (t3)

Regole di estensione delle prove: applicazione della CEN/TS 16459

Con il provvedimento DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha aggiornato la linea guida per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti fotovoltaici, sostituendo la precedente guida tecnica del 2012. La linea guida si applica agli impianti FV installati su attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi ai sensi del DPR 151/2011, incluse le coperture integrate o interferenti con edifici civili, industriali, commerciali e rurali. 
L’obiettivo è quello di limitare la probabilità di innesco, la propagazione dell’incendio attraverso la copertura e dall’esterno verso l’interno, garantendo la sicurezza delle persone e la tutela delle opere di costruzione. 

In presenza di impianti fotovoltaici vengono indicate come preferenziali le classificazioni BROOF (t3) o (t4), dove, a differenza della classificazione BROOF (t2) storicamente più diffusa, diventa centrale l’intera stratigrafia del sistema copertura.

Regole di estensione delle prove: applicazione della CEN/TS 16459


Assume un ruolo centrale l’applicazione delle regole di estensione delle prove secondo la UNI CEN/TS 16459, limitando le possibilità di utilizzo improprio delle certificazioni. Questa specifica tecnica, infatti, fornisce una guida sul processo e lo sviluppo di applicazioni estese utilizzando i risultati di prova ottenuti secondo la CEN/TS 1187 e inclusi nei relativi Rapporti di Prova e altre informazioni pertinenti, al fine di valutare e classificare le prestazioni di tetti o sistemi di copertura dei tetti. Il capitolo “C” della CEN/TS 16459 entra nel merito sull’estensibilità dei risultati ottenuti con il metodo di prova BROOF (t3); in particolar modo, il paragrafo “C.3.3” è dedicato interamente alle regole specifiche di estensione per test di classificazione BROOF (t3) eseguiti su membrane bitume-polimero. Il paragrafo definisce chiaramente la necessità di utilizzare durante le fasi di test un “provino tipico” con determinati requisiti in termini di stratigrafia, in modo da potere estendere il più possibile il risultato della prova dal sistema sottoposto a test a sistemi alternativi. Il provino, delineato nel paragrafo “C.3.3.2”, prevede tra gli altri requisiti uno strato isolante in lana minerale con uno spessore da 40 mm a 60 mm. Qualora questo provino tipico superi la prova, è possibile utilizzare le regole di estensione dei risultati ottenuti secondo il “Prospetto C.4, Parametri e regole per membrane bituminose armate” della normativa CEN/TS 16459, che a sua volta contiene indicazioni specifiche applicabili per rifacimenti di vecchie coperture bituminose – “Applicazione su tetti esistenti (ristrutturazione)” – e su altri supporti. Quanto descritto è riportato nei rapporti di classificazione Saint-Gobain e indica in modo inequivocabile come le lane minerali siano l’isolante principale da utilizzare sia per la preparazione dei provini oggetto di test di resistenza al fuoco esterno con il metodo BROOF (t3), sia per ottemperare ai requisiti delineati dalle nuove Linee Guida dei VVF in fase di ristrutturazione e rifacimenti di coperture già impermeabilizzate con membrane bitume-polimero ;