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membrane bituminose
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Protezione membrane bituminose

 

Per assicurare una lunga durata del manto impermeabile, oltre alla qualità dei materiali impiegati e a una corretta progettazione e posa in opera, risulta determinante la protezione dell’impermeabilizzazione stessa, realizzata con i metodi sotto descritti. Le membrane bitume-polimero possono essere:

  1. Non protette;
  2. Autoprotette.

Membrane non protette

Questo tipo di membrane sono finite con uno strato anti-adesione (normalmente minerale finissimo o film plastico) o con uno speciale tessuto polipropilenico di colore nero (membrane con trattamento superficiale Bituver Tex).
 
In questi casi le membrane vanno protette successivamente alla posa. Il tipo di protezione può essere di due tipi:

  1. Protezione Leggera
  2. Protezione Pesante

Protezione leggera 

  • Si ottiene mediante verniciatura, a esempio con pittura bianca riflettente Bituver California-P, ad alto SRI (Solar Reflectance Index), esente da solventi, a lunga durata. La riflessione dei raggi solari, oltre a consentire un notevole risparmio energetico e a ridurre l’effetto “isola di calore”, riduce la temperatura della copertura prevenendo il rischio di desquamazione della membrana e l’insorgenza di temperature eccessivamente elevate capaci di accelerare il processo di invecchiamento del manto.
    Protezioni leggere si ottengono anche con pitture a base di alluminio Bituver EcoAluver o pitture acriliche colorate Bituver Bitucolor.
    L’impiego di membrane con rivestimento Bituver TEX permette di velocizzare le operazioni di cantiere poiché le stesse risultano verniciabili immediatamente dopo la posa. 
    Le vernici richiedono una manutenzione periodica, valutata caso per caso, per prolungare nel tempo la loro funzione protettiva.

Protezione Pesante

  • Può essere realizzata (ove previsto dalla norma di prodotto) a esempio con:
  • uno strato di ghiaia lavata tondeggiante (con granulometria 15÷30 mm), di spessore pari a 40÷60 mm per climi collinari e 80 mm per climi montani, posato sulla membrana previa interposizione di un tessuto non tessuto di poliestere da almeno 300 g/m²;
  • pavimentazioni e piastrellature posate su idoneo massetto cementizio weberplan MR81 o weberplan MR81 Forte;
  • getti cementizi, previa interposizione di un tessuto non tessuto di poliestere da almeno 300 g/m². È consigliabile annegare nel getto una rete metallica elettrosaldata;
  • quadrotti di cemento appoggiati su supporti in materiale plastico, dopo aver interposto un tessuto non tessuto di poliestere a elevata grammatura (> 300 g/m²). È consigliato l’impiego di supporti a base larga per consentire una migliore ripartizione dei carichi e ridurre i rischi di punzonamento della membrana sottostante;
  • autobloccanti, cubetti di pietra o similari, posati su un letto di sabbia;
  • asfaltature e getti di conglomerato bituminoso, nel caso delle coperture carrabili;
  • terreno di coltura, nel caso di tetti verdi.

Membrane autoprotette

Le membrane autoprotette si distinguono in due tipologie:
  1. ardesiate
  2. con lamina metallica (alluminio o rame)
  • le scaglie di ardesia rappresentano la protezione più comune; nella gamma Bituver i prodotti ardesiati sono denominati “Mineral”.
  • la lamina di alluminio bianca riflettente ad alto SRI (Solar Reflectance Index), come nel caso delle membrane Bituver Megaver California si distingue per offrire un elevato valore estetico alla copertura, unitamente a un elevato risparmio energetico e a una manutenzione minima.